L’ampio edificio, che copre l’area di circa 1000 mq complessivi, è il risultato del ripristino di un’antica costruzione in pietra con pianta ad "L", sviluppatasi nel corso dei secoli intorno ad una struttura centrale più elevata, massiccia e munita di contrafforti (probabile casa-torre), risalente all’epoca medievale XII-XIII sec. Il rustico, nonostante lo stato di rovina e di abbandono in cui versava, nella sua bellezza severa portava tracce di un lontano passato non certo di uso rurale: le antichissime coperture a volta a crociera ed a botte del piano terra e, nel piano sopraelevato, l’ampio camino prerinascimentale con l’originale cappa in filari di mattoncini in cotto e la lastra in pietra serena riportante incisi simboli ecclesiastici, probabile testimonianza di una lontana presenza di ordini religiosi (Camaldolesi), che svolsero un ruolo di primo piano nella storia medievale della Toscana. Altrettanto pregiate le splendide coperture di due ampi locali, sovrapposti ed attigui al corpo centrale, l’una a capriate lignee a vista, l’altra a volte a vela in cotto sostenute da pilastri in mattoni, resti di un probabile antico portico risalente al XVIII sec. circa. La storia e la funzione della struttura nel passato più remoto rimangono nel vago e nell’incerto per la perdita dei relativi documenti. Di certo si sa che nell’800 appartenne ad una facoltosa famiglia maremmana: i Collacchioni, grossi proprietari terrieri ed allevatori di cavalli, che svolsero un ruolo determinante nella promozione culturale locale. Negli ultimi tempi il complesso era adibito ad abitazione dei contadini, stalle ed essiccatoio di tabacco.